I borghi più belli d’Italia? In Sardegna tra leggende, abiti e ricci di mare

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Il 2017 è stato proclamato dal Ministero dei Beni Culturali “Anno dei Borghi“. In linea con il Piano Strategico del Turismo 2017-2022, si punta alla valorizzazione dei piccoli centri attraverso un’esperienza turistica “slow”, più sostenibile e autentica, allo stesso tempo lontana e complementare rispetto a quella delle località già note. Esperienza che potrete vivere acquistando una seconda casa al mare in Sardegna, dal momento che cinque di queste piccole gemme, secondo I Borghi più Belli D’Italia – un’associazione privata nata nel 2011 che promuove i piccoli centri abitati italiani di “spiccato interesse storico e artistico” – sono sull’isola: Atzara, Carloforte, Posada, Bosa e Castelsardo.

Bosa e Castelsardo, in particolare, sono due destinazioni che vi emozioneranno, raggiungibili con un breve tragitto in macchina, se deciderete di comprare una seconda casa in Sardegna. Conosciamole meglio.

 

BOSA, IL PAESE “ARCOBALENO”
A guardarlo da lontano, il piccolo paese di Bosa, 8mila abitanti in provincia di Oristano, sembra un grande arcobaleno: le case, arroccate sulle rive del solo fiume navigabile in Sardegna, il Temo, creano una tavolozza di colori unica, illuminata dal sole, ma in grado di scaldare il cuore anche fuori stagione. Vi state chiedendo cosa valga la pena di visitare, se vi trovate in zona durante un soggiorno nella vostra seconda casa al mare in Sardegna? Le opzioni sono molte e diversificate.
É un luogo pieno di storia, innanzitutto: il suo borgo antico Sa Costa è arroccato sul colle di Serravalle, in cima al quale si trova il castello omonimo, edificato dalla famiglia toscana dei Malaspina tra il XII e il XIII secolo. Ma le sue origini sono molto più lontane: il territorio risulta abitato già in epoca preistorica, ed è possibile visitare ancora numerosi resti di insediamenti abitativi dell’Età del Rame e del Neolitico recente. Più rare, ma comunque presenti, sono le testimonianze relative all’Età del Bronzo e alla civiltà nuragica. In particolare, in zona, se deciderete di comprare una seconda casa in Sardegna è possibile visitare una delle Tombe dei Giganti che tanta suggestione creano tra i locali e i turisti.
Proprio il fiume Temo, ancora oggi risalibile in barca per circa 5 km fino alle rovine del Ponte Romano, ha rappresentato la probabile via d’accesso dei Fenici, a cui poi sono succeduti i Romani, che hanno trasformato Bosa, sin dalla prima età imperiale, in un municipio. E se avete voglia di fare un tuffo, sappiate che la spiaggia di Bosa ha ricevuto cinque vele nella guida di Legambiente e rientra di diritto tra le più caratteristiche della zona.

Bosa paesaggio

L’arcobaleno disegnato dalle case di Bosa

Un centro culturale vivo sin dal ‘500
Bosa entra di diritto nel panorama culturale dell’isola a fine 500, quando comincia a operare come canonico della cattedrale Gerolamo Araolla, il maggiore poeta in lingua sarda dell’età spagnola, che proprio qui compone le sue opere: Sa vida, su martiriu et morte de sos gloriosos martires Gavinu, Brothu et Gianuariu, e Rimas diversas spirituales). Ancora oggi, il Comune vanta un archivio storico fra i più importanti della Sardegna con un fondo di 3.636 documenti: il più antico è una copia autentica della concessione in perpetuo alla città, da parte del re Alfonso V d’Aragona, dei territori e delle pertinenze di Sierra, Espinas e Castañas (Valencia, 16 gennaio 1427), estratta dal registro Sardinie II dell’Archivio regio di Barcellona su richiesta dell’allora sindaco di Bosa Giuliano Ursena.
Tante le testimonianze architettoniche di questo glorioso passato: le chiese, innanzitutto, da quelle medievali, a quelle barocche, a quelle manieristico-classiccheggianti. Ma anche le architetture militari, resti significativi di una vocazione alla difesa del territorio e delle sue coste e soprattutto, per la loro originalità, sono ideali da visitare durante una gita fuori porta dalla vostra casa al mare in Sardegna, le antiche concerie: erette tra il Seicento e il Settecento lungo la riva sinistra del fiume, erano il maggior centro conciario della Sardegna, con 28 strutture in attività dedicate alla lavorazione della pelle e alla sua rifinitura. Dopo un lungo periodo di abbandono, sono state restaurate e riportate all’antico splendore.

La lavorazione dei tessuti e degli abiti tradizionali
Se avete intenzione di portare con voi un ricordo della vostra giornata in uno dei borghi più belli d’Italia, sappiate che Bosa è nota in tutta la zona per la lavorazione di tessuti, di ricami di filet e di cesti intrecciati. Nelle botteghe del paese potete vedere ancora oggi esempi dell’abito tradizionale della città, rappresentato già in alcuni acquerelli di Agostino Verani a fine Settecento: per le donne c’è l”unnedda, una gonna alla caviglia rossa o nera, bordata con una balza bianca o azzurra, su cui ricade un grembiule, bianco o nero. Nella parte superiore, troviamo un giubbetto aderente (corittu) a maniche lunghe, colorato di rosso o di bianco e, spesso, decorato con bottoni d’argento, mentre il capo è coperto da un ampio fazzoletto quadrilungo (muccaloru) bianco, a volte bordato di rosso. Per gli uomini, invece, prevedeva un corto gonnellino di ispirazione greca, con camicia ampia di lino o cotone bianco. In testa, la berritta, il copricapo nero, in filato di lana, con una struttura a sacco con bordi arrotondati, così da poter contenere cibo o monete.

Castelsardo storia

Castelsardo: ricette tipiche, arte e storia.

CASTELSARDO, TRA RICCI DI MARE E NASSE
La vocazione di Castelsardo, 5mila abitanti di cui 600 nel borgo antico, in provincia di Sassari, è prevalentemente marittima: lo specchio di mare sul quale si affaccia abbraccia i parchi nazionali dell’Asinara e dell’Arcipelago della Maddalena e a pochi passi dal Borgo ci sono alcune delle spiagge più belle dell’isola.
E l’immagine che vi resterà negli occhi, durante una gita dalla vostra seconda casa al mare in Sardegna, è probabilmente quella delle scalette dei vicoli del borgo antico, in cui le donne intrecciano cestini in palma nana e i pescatori più anziani costruiscono con il giunco le nasse, cestini conici da usare nella pesca all’aragosta. Tutto intorno, vi avvolge il profumo dei ricci di mare, vera specialità del luogo: si gustano crudi o con la pasta fresca, rigorosamente fatta in casa. Altra celebre ricetta è quella dell’aragosta del golfo dell’Asinara alla Castellanese: bollita e condita con una salsa realizzata con le uova della stessa aragosta.

Una storia di difesa e leggende
Il borgo di Castelsardo è stato fondato nel 1102 dalla famiglia ligure dei Doria col nome di Castel Genovese e ha avuto una storia di conquista e difesa del territorio piuttosto travagliata: è stato dominato, con il nome di Castell’Aragonese nel 1448 dagli Spagnoli, che hanno respinto una serie di violenti attacchi, in particolare dalle flotte turche, complici le fortissime e improvvise raffiche di maestrale, tutt’ora compagne delle giornate di primavera e d’estate. Il nome attuale gli è stato invece assegnato dai governanti sabaudi.
Tante le leggende che circolano intorno al Borgo: la più famosa e struggente è senza dubbio quella del Castello dei Doria. Vi consigliamo di dedicare una parte della vostra visita a una passeggiata in questo luogo ancora molto suggestivo: potreste essere proprio voi a svelare dove si trova il tesoro mai ritrovato.
E per chi è appassionato d’arte, proprio a Castelsardo c’è uno fra i ‘casi’ storici più interessanti della storia dell’arte tardogotica mediterranea. Esiste infatti una nutrita serie di dipinti, ascritti a una ‘bottega’ pittorica i cui autori sono però anonimi. Da più di un secolo ci si interroga sull’identità del Maestro di Castelsardo e finora nessuna delle teorie accreditate ha saputo fornire dati definitivi e certi: qualcuno lo aveva individuato in Martin Torner, nativo di Maiorca e di educazione valenzana, membro della corte di Joan Dusay, proclamato vicerè di Sardegna negli anni 1491-1507. Per altri si tratta invece di Gioacchino Cavaro, che avrebbe scritto il proprio nome in calce a una delle tavole più famose, nel 1490.

Roccia dell'Elefante

La Roccia dell’Elefante, attrazione locale per adulti e bambini.

Divertimento e avventure, anche per i bambini
Una gita a Castelsardo offre la possibilità di praticare una serie di attività all’aperto, per adulti e bambini, che potete svolgere se deciderete di comprare una seconda casa in Sardegna: dal trekking nelle aree interne, alle semplici passeggiate per le vie del borgo, non rimarrete delusi. Arroccato su un grande promontorio affacciato sul mare, Castelsardo si presenta con un labirinto di stradine contorte che a ogni angolo regalano vedute da cartolina, in particolare dal Castello, che oggi ospita il Museo dell’Intreccio Mediterraneo ed è sede di convegni e di eventi culturali.
Merita senza dubbio una sosta la cattedrale di Sant’Antonio Abate, patrono della città, visibile dal mare anche da diverse miglia, grazie al suo campanile in maioliche colorate; come la chiesa di Santa Maria, sede della Confraternita di Santa Croce, dalla quale prendono avvio le antichissime sacre rappresentazioni della Settimana Santa.
Gli insediamenti nel territorio di Castelsardo risalgono, però, a molto prima del medioevo, addirittura al neolitico, come testimoniano i numerosi nuraghi eretti nell’area circostante e le Domus de Janas. Una di queste, la “Roccia dell’Elefante”, così chiamata per il particolare aspetto che nel tempo le hanno dato gli agenti atmosferici, risale all’età del Rame e piacerà molto ai bambini.

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Case di Prestigio
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Case di Prestigio

Case di Prestigio è una realtà del panorama immobiliare italiano che opera nel mercato di case per vacanze (seconde case) da oltre 40 anni offrendo ai sui clienti l’assistenza necessaria per una corretta e sicura compravendita di immobili nelle località italiane più rinomate.

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