L’isola dei centenari: svelato il segreto dell’elisir di lunga vita della Sardegna

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In un mondo sempre più ossessionato dalla ricerca di un metodo sicuro per rimanere giovani, in salute, vivendo il più a lungo possibile, si è spesso portati a pensare che la risposta stia nell’ultimo ricavato della scienza, cosmetica o farmacologica. Che sia necessario mettersi in una prospettiva futuristica, in qualche caso persino fantascientifica, per migliorare la nostra aspettativa di vita.
In realtà, è tutto molto più semplice. E vicino. Specialmente se state pensando di comprare una casa in vendita in Sardegna: proprio qui, infatti, risiede il numero di centenari tra i più alti al mondo e la popolazione, in particolare, delle zone meno battute dal turismo è diventata oggetto di studi internazionali. Tanti i record vantati dalla nostra isola, in materia di longevità: ancora oggi qui la percentuale di centenari è il triplo di quella dei paesi occidentali e si gioca il primato nel mondo con l’isola giapponese di Okinawa. Tra i casi sicuramente documentati negli archivi delle parrocchie c’è quello di un uomo nato nel 1718 e morto nel 1842, che si è risposato a 110 anni. Ha vissuto 124 anni. Si sta preparando a raggiungerlo Filomena Marongiu, di Villanova Monteleone (Sassari), di 111 anni, tallonata da Valerio Piroddi di Villamassargia (Carbonia- Iglesias), che ha spento le sue 110 candeline.

dieta mediterranea

La dieta mediterranea

Tre ingredienti: genetica, alimentazione, allegria

Ma qual è il segreto di tanta salute? Studiosi e abitanti della zona non hanno dubbi: genetica, alimentazione, spirito. Comprando una casa in vendita in Sardegna potrete mangiare le specialità del luogo, con grandi benefici non solo per il palato, ma anche per il vostro corpo e per l’umore.
Se sulla genetica è difficile intervenire, molto si può invece fare per gli ultimi due aspetti. Lo dimostra, per esempio, la ricomprensione da parte di Barry Sears, celeberrimo inventore della Dieta a Zona, proprio del “caso Sardegna” nel suo nuovo libro Positive Nutrition. Sears ha indagato gli stili di vita delle popolazioni più longeve al mondo e ha scoperto che l’approccio al cibo adottato in Sardegna, unito a un atteggiamento positivo nei confronti della vita possono, letteralmente, fare miracoli. “È il cibo la medicina del futuro. E il segreto per sfruttarne al meglio le caratteristiche è concentrarsi su ciò che fa bene, senza farsi ossessionare da cosa potrebbe danneggiarci”. Lui stesso, racconta, “ogni volta che vengo in Italia mangio sempre nello stesso modo: verdure grigliate, pesce ai ferri con olio extravergine di oliva e altre verdure, per concludere con una ciotola di frutta”.
Ma anche pasta e pane sono parte fondamentale di questo percorso verso il benessere di lungo periodo. Lo conferma Renata Bracale, ricercatore e docente di Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi del Molise: “La dieta mediterranea rappresenta la base ideale da cui partire, a cui mi ispiro anche nella mia attività come ricercatrice e come docente”.
Le abbiamo chiesto di elencarci gli alimenti e le abitudini salva e allunga vita che non dovrebbero mai mancare nella nostra dieta. “Intanto, è importante fare una precisazione: meglio parlare di alimento, più che di cibo semplicemente, perchè nel concetto di alimento c’è l’idea di un vettore tramite cui introduciamo elementi importanti, che fanno bene al nostro organismo”. Ed è proprio quello che avviene basando il proprio regime alimentare sulla dieta mediterranea.

Renata, è davvero possibile vivere più a lungo, con un’alimentazione adeguata?
“Certamente. E poi c’è il fattore ambientale, che conta non poco, abbinato a una sana attività fisica: moderata ma costante. Ricordiamoci che esagerare con la palestra non fa bene al fisico: lo stress eccessivo invecchia, meglio quindi optare per una passeggiata veloce, per 40 minuti ogni giorno”.

Quali sono quindi i migliori alimenti per assicurarsi una vita sana?
“Partiamo dalle verdure, una categoria di alimenti che rientra nei carboidrati complessi e fornisce molte fibre: non devono mai mancare, di tante tipologie diverse, sulla nostra tavola. Seguono le proteine cosiddette nobili: carne bianca, pesce, legumi che devono essere preferite a carni rosse e salumi. Ci sono poi i carboidrati integrali: pasta e pane, non vanno eliminati. Basta assumerli in veste integrale: più sana e a maggiore potenziale nutritivo. Infine, l’olio extravergine di oliva: già negli anni Cinquanta Ancel Keys ne aveva scoperto il valore nel suo Seven Country Studies (che riguardava Grecia, Italia, Spagna, Sud Africa, Giappone e Finlandia) e oggi è universalmente riconosciuto il suo valore nel fornire al corpo nutrienti di eccellenza. Penso in particolare alle fibre e ai polifenoli, che combattono l’invecchiamento cellulare”.

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