I migliori cibi tradizionali della Sardegna

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Siete curiosi di sapere cosa si mangia in Sardegna? Volete conoscere i migliori cibi tipici sardi? Sappiate, innanzitutto, che la cucina sarda è molto variegata e sostanziosa: pesce, carne, verdure e formaggi davvero particolari vi delizieranno il palato. Ogni provincia dell’Isola ha la sua specialità. Nelle aziende contadine dell’entroterra, si producono carni e formaggi dai sapori forti e autentici. Mentre sulla costa la ricchezza del mare sardo garantisce una materia prima freschissima ed eccellente, da gustare cotta, cruda, in forma di zuppa o seguendo una ricetta tipica.
Ogni volta che, dalla vostra casa al mare in Sardegna, vorrete regalarvi una pausa in un buon ristorante, non avrete che l’imbarazzo della scelta tra i cibi disponibili, uno più sfizioso dell’altro. E se volete cucinare a casa, avrete a disposizione ingredienti eccellenti.

Seguiteci dunque in questo viaggio gastronomico tra le migliori specialità gastronomiche della Sardegna e buon appetito!

 

Zuppa Gallurese
Uno dei migliori cibi dell’isola? In molti, locali e turisti, vi risponderanno senza esitazione: la suppa cuata. Questa specialità, tipica dell’omonima zona a nord est dell’Isola e quindi detta Zuppa Gallurese, è fatta di strati di pane raffermo inzuppati nel brodo, alternati a formaggio fresco e al pecorino stagionato.

Il segreto per preparare questa specialità della cucina sarda è il brodo di carne vaccina, da preparare il giorno prima, che va insaporito con l’aggiunta di carne di pecora. E poi…ogni famiglia ha il suo ingrediente speciale: uno dei dibattiti più accesi, sui blog di cucina, è sull’aggiunta o meno della cannella!
La Zuppa Gallurese, che riempirà di gusto le vostre serate mentre trascorrerete le vacanze nella vostra seconda casa in Sardegna, ha un’origine nobile: secondo un’antica tradizione che accomunava nobili e borghesi, ancora oggi non può mancare il giorno dopo il matrimonio. Ce lo racconta Salvatore Suelzu, titolare di Lu Nibaru, uno dei migliori agriturismi di Badesi: “A festa finita, ci si ritrovava tra pochi intimi e a quel punto si preparava la suppa cuata. Bianca o, per le famiglie più ricche, con un ragù di carne chiamato ghisadu servito a parte”. Qui la preparazione avviene ancora come facevano i nonni: “Nei paioli, facciamo in casa una spianata secca con un foro al centro, attraverso cui si fa scendere lentamente il brodo caldo di manzo e pecora e farciamo con formaggio di pecora a strati, come in una lasagna. Con un bastoncino, come con le torte, controlliamo che il grado di umidità sia uniforme e se il formaggio fila…la serviamo da sola o con il ragù. E piace moltissimo, sia d’estate, sia d’inverno!”.

Zuppa Gallurese

La carne di pecora, aggiunta al brodo di vaccina, è l’ingrediente chiave della Suppa Cuata

Gnocchetti sardi
Alcuni li conosceranno come malloreddus e sono il piatto più famoso della cucina in Sardegna, in particolare abbinati alla salsiccia e all’immancabile pecorino, nella ricetta gallurese. Gnocchetti a base di semola di grano duro, sono fatti a mano con la forma di piccole conchiglie: i maestri della pasta fatta in casa sostengono che non devono superare i 2 cm di lunghezza, per fregiarsi del titolo di veri malloreddus.
Secondo la tradizione, vengono serviti in tutte le occasioni e le celebrazioni più importanti e saranno una costante delle feste e sagre paesane che potete visitare durante l’estate in Sardegna. E per una serata nella vostra seconda casa in Sardegna, provate a cucinarli con vongole, pomodorini e bottarga.

Malloreddus

I malloreddus, perfetti da abbinare a ragù di carne o di pesce

Porceddu
Chiamato anche maialetto, il porceddu è un piatto che è una vera istituzione, tra le specialità gastronomiche della Sardegna: cinque ore di cottura e tanti segreti culinari per mantenerlo croccante fuori e morbido dentro. Segreti che si tramandano in famiglia, di generazione in generazione. Uno su tutti: la cottura tradizionale sarda è in verticale, con uno spiedo in legno. Non si cucina in orizzontale, perché la carne perderebbe i liquidi e quindi il gusto. E va fatto “rosolare” rigorosamente su legno di olivo e aromatizzato con la bevanda più famosa della Sardegna: il mirto.

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Porceddu: le famiglie sarde custodiscono segreti per cucinarlo al meglio

Pecorino e formaggi freschi
Il formaggio più famoso di Sardegna, nella sua versione originale, vanta la denominazione DOP e ha una tradizione produttiva che è parte integrante della storia della regione. Il pecorino sardo, venduto in due versioni – giovane o fresco e maturo o stagionato – si può consumare da solo o come completamento e condimento di altre pietanze, dolci e salate. Durante la vostra vacanza in Sardegna potrete visitare allevamenti di pecora dove viene ancora lavorato e prodotto a mano e assaggiarlo in tutte le sue varianti.

Molti anche i formaggi freschi, tutti perfetti da mangiare da soli o spalmati su una fetta di pane carasau: tra i formaggi tipici sardi citiamo Lu Casgiu Furriatu, formaggio fuso preparato secondo una ricetta tradizionale. La Tenuta Lu Salconi nel cuore della Gallura lo prepara ancora in modo fedele ai vecchi tempi: “Serve il formaggio vaccino che qui chiamiamo peretta o panedda, una specie di provola fresca, da abbinare a panna fresca, sale e un cucchiaio di rimacinato di semola di grano duro. E con il composto ottenuto si possono condire gli gnocchi oppure, lo si può portare in tavola così com’è, con un goccio di miele”, racconta Federica Mannoni, responsabile comunicazione della Tenuta.

Per stomaci forti, tra i migliori formaggi che potete gustare durante la vostra vacanza in Sardegna è impossibile non ricordare il Casu Marzu, letteralmente “formaggio marcio”: l’Unione Europea lo ha reso fuorilegge, il Guinness dei Primati l’ha definito nel 2009 “il formaggio più pericoloso al mondo”…ma per gli allevatori che continuano a produrlo, questa specialità che nasce dopo la colonizzazione delle larve della mosca casearia e quindi di fatto, contiene vermi, è il Viagra della Sardegna. Provare per giudicare!

Casu marzu

Casu Marzu: antiche tradizioni, per stomaci forti

Mazza Frissa
Piatto semplice e buonissimo a base di latte, semola e burro. Ha un nome che significa “morbida come una pancia, anche se fritta”. Tipica della cucina gallurese, la mazza frissa si serve e si mangia, in particolare, a Ferragosto. È quindi l’accompagnamento ideale della vostra estate nella casa di vacanza in Sardegna, servita con le fave. Si serve anche in una variante con formaggio fuso e miele. Alla sua produzione e al suo consumo sono legate una serie di curiose tradizioni: si diceva “sudatu come una mazza frissa” a una persona il cui viso era imperlato di sudore e anche “pari una mazza frissa”, a chi appariva gonfio e flaccido. Fino a pochi anni fa la mazza frissa era il piatto forte per il pranzo o la cena di San Giovanni (24 giugno, un giorno considerato ricco di significati esoterici). Dopo averne mangiato in abbondanza senza bere nulla, si diceva che il sonno sarebbe stato ricco di sogni premonitori soprattutto per i giovani in attesa dell’anima gemella. E la persona che nel sogno avrebbe soddisfatto l’arsura, avrebbe avuto il nome del futuro marito, o moglie.

Seadas
Sono i dolci forse più famosi della Sardegna. Un tempo considerate un vero e proprio secondo piatto, prendono il nome dalla parola dialettale seu, che si riferisce alla loro lucentezza data dal miele di corbezzolo con cui vengono cosparse. Gli altri ingredienti di questo dolce tipico sono semola, pecorino e zucchero.
Insieme alle seadas, è abitudine servire a fine pasto anche una selezione di dolcetti sardi: amaretti, morbidi e profumati alla scorza d’arancia o di limone e papassini realizzati con semola, uvetta, mandorle o nocciole e noci.

seadas

Le seadas, perfette con il miele

Vini bianchi e rossi
Volete innaffiare carne e pesce con un buon vino locale, di cui l’isola è ricca? Curiosi di sapere qual è il miglior vino di Sardegna? Tra i diversi produttori, noi vi consigliamo la Cantina Vermentino Monti, 60 anni di storia in provincia di Oristano, le cui etichette sono state premiate nelle più note fiere nazionali (da Vinitaly alla Mostra Nazionale Vini di Pramaggiore): “I vini sardi si prestano a diversi abbinamenti e permettono di valorizzare sia le specialità di terra, sia quelle di mare in particolare della zona Nord dell’isola”, racconta Franco Pirastru, responsabile commerciale. Perfetto da abbinare alla zuppa di pesce è un Vermentino di Gallura Docg Funtanaliras Oro 2015 di Cantina Vermentino Monti. “E per chi invece vuole assaggiare una specialità della zona – la zuppa montina a base di spianata morbida, formaggio e brodo di pecora – consigliamo l’abbinamento con un Cannonau giovane Kiri”.
Il miglior vino per il porceddu sardo potrebbe essere Tàmara, un cannonau rosso rubino intenso dal bouquet ampio e persistente. E per le seadas, infine, si può spaziare da un moscato Vigne del Portale al passito Aldìola.

C’è poi un liquore, il mirto, che della Sardegna è il simbolo. Qualunque pasto sardo si chiude con questo alcolico scuro e saporito, ottenuto secondo un’antichissima tradizione dalla macerazione alcolica delle bacche omonime. Anche il mirto ha una storia curiosa: sono stati i banditi di Gallura, nell’800, a diffonderne la produzione, facendone un vero e proprio pilastro della cucina sarda. Grazie alle sue proprietà digestive, si serve a fine pasto, direttamente ghiacciato dal congelatore.

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Il Vermentino, il bianco più famoso di Sardegna

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Case di Prestigio è una realtà del panorama immobiliare italiano che opera nel mercato di case per vacanze (seconde case) da oltre 40 anni offrendo ai sui clienti l’assistenza necessaria per una corretta e sicura compravendita di immobili nelle località italiane più rinomate.

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