Sardegna, le sei sagre che non ti aspetti

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Prendete suoni, colori, musica. Aggiungete i prodotti tipici del territorio, cucinati dalle mani esperte di chi è custode della tradizione e bagnati con un buon vino locale. E completate il tutto con costumi storici e balli popolari. È questa la ricetta che compone le migliori sagre in Sardegna: visitarle è un’esperienza unica e irripetibile.

Gli appuntamenti che abbiamo selezionato per voi vi permetteranno di conoscere la vera anima dell’isola, in primavera come in estate. E vi accorgerete che girare per le migliori sagre del territorio è una delle attività più indimenticabili con cui potete personalizzare il vostro soggiorno nella seconda casa in Sardegna.
Il calendario è ricchissimo e dalla vostra casa al mare potete scegliere ogni giorno una sagra di prodotti tipici sardi diversa, dove mangiare, rilassarvi, divertirvi.
E se pensate di sapere cosa aspettarvi, sappiate che tra gli appuntamenti organizzati dalle pro loco e associazioni locali c’è molto più della celebrazione del porceddu e dei malloreddus, come scoprirete seguendoci nel percorso tra le feste popolari più originali della Sardegna. Pronti a partire?

 

Alla scoperta del Carciofo di Uri
Tra le migliori sagre in Sardegna, c’è senza dubbio la Sagra del Carciofo di Uri: ogni seconda domenica di marzo in Piazza della Libertà si inaugura una manifestazione che per quattro giorni permette di conoscere tutti i segreti di questo re delle tavole invernali. E di assaggiarlo cucinato in tanti modi diversi e in abbinamento ai prodotti locali, dal vino, all’olio di oliva, ai formaggi.
Il Carciofo di Uri, con marchio Dop ottenuto dall’Unione Europea, è anche conosciuto come Carciofo Spinoso di Sardegna, e viene coltivato in alcuni comuni delle province di Cagliari, Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Oristano, Nuoro, Ogliastra, Sassari, Olbia-Tempio.
Il suo sapore, molto particolare, è un mix di amarognolo e dolciastro che si accompagna a una polpa tenera, perfetta per mangiarlo crudo. E fa molto bene, vista la sua ricchezza in polifenoli, un gruppo di sostanze naturali antiossidanti, anticancerogene, antibatteriche e antinfiammatorie e i livelli di sodio e ferro particolarmente contenuti. Inoltre, la particolare conformazione della cima, con foglie molto vicine le une alle altre, lo preserva dalla contaminazione di sostanze esterne nocive.
Nella tradizione prevale la cottura in umido, in olio extra vergine d’oliva, aglio, prezzemolo e un pizzico di timo. Si combina con tanti piatti di carni, ovine e caprine, in particolare con minestre asciutte e di riso, o in zuppa. Ed è perfetto anche come ripieno di cannelloni e paccheri. E per valorizzarlo al meglio, abbinatelo alle patate gialle di montagna.

Vi è venuta voglia di assaggiarlo? Perché non organizzare, quindi, una gita dalla vostra seconda casa in Sardegna? Troverete anche artigianato locale, spettacoli di musica e folclore, danze e tradizioni del sassarese. Già, perché il rapporto tra la Sardegna e il carciofo è di lunga data: testimonianze scritte della presenza del carciofo in Sardegna sono riscontrabili già nella seconda metà del XVIII secolo nel trattato del nobile sassarese Andrea Manca dell’Arca, mentre è certo che già ai tempi dei Fenici il carciofo sardo veniva venduto nei mercati ed era molto apprezzato.
Una serie di attrazioni e siti da visitare, infine, arricchiranno la vostra visita a questa sagra gastronomica in Sardegna: l’antico lavatoio Su trogliu, la Funtana Manna, la tomba dei giganti di Sa Pedra Longa, il complesso nuragico di Santa Caterina, la vecchia miniera e il Parco di Sant’Antonio, tutti nei dintorni della cittadina di Uri.

Carciofo di Uri

Il carciofo di Uri, presidio DOP

La Cavalcata Sarda di Sassari
La più spettacolare sagra in Sardegna nella zona di Sassari? Secondo molti abitanti e turisti, è la Cavalcata Sarda: un evento storico con una delle più memorabili sfilate di costumi tradizionali di tutta l’Isola. Una grande sagra di primavera che si è meritata il titolo di “festa della bellezza”, per la ricchezza e la maestosità che la caratterizzano.  Quest’anno, il 21 maggio, con un breve viaggio dalla vostra casa di vacanza in Sardegna potrete rievocare il lontano 1899, anno della prima Cavalcata Sarda, che trova le sue radici storiche nelle sfilate organizzate durante i festeggiamenti in onore dei regnanti. Ne venne organizzata una per Carlo III vincitore su Filippo V e una in onore della visita in città di re Umberto I con la regina Margherita nel 1899, per l’inaugurazione del monumento a Vittorio Emanuele II in Piazza d’Italia. Ancora oggi, da tutti i paesi della Sardegna, per partecipare al Palio convergono su Sassari centinaia di cavalieri e amazzoni e oltre 3000 persone vestite con l’abito tradizionale sfilano per le vie della città.

Si comincia la domenica mattina, con la sfilata dei costumi e dei cavalieri nelle vie del centro in un percorso di circa due chilometri. I figuranti in costume seguiti dalle coppie a cavallo rendono omaggio agli spettatori e alle autorità offrendo i prodotti tipici sardi: pani, dolci, primizie locali. Un imponente corteo di oltre trecento cavalieri provenienti da tutta la Sardegna chiude la sfilata. Il primo pomeriggio è invece dedicato alle pariglie, manifestazioni equestri in cui i cavalieri sardi si esibiscono in spettacolari acrobazie sui cavalli in corsa all’ippodromo Pinna. Gonne e copricapi tradizionali si agitano al ritmo delle danze storiche. Intorno, poeti di strada intonano versi dialettali, e le maschere dei carnevali isolani, dai cavalieri della Sartiglia di Oristano – la giostra equestre locale – ai Mamuthones, misteriosi personaggi che avanzano nascosti da una maschera nera in legno al ritmo di campanacci sulla schiena, pesanti fino a 30 chili, agli Issohadores, che hanno il volto coperto da un paravento bianco, regalano la suggestione di riti arcaici e misteriosi. Affascinanti oggi come ieri.

Cavalcata Sarda

La Cavalcata Sarda, in programma il 21 maggio

Festa di San Costantino, Pozzomaggiore
La processione di San Costantino, ogni 6 luglio, è il cuore religioso dell’Ardia, una corsa a cavallo in cui la bravura di un centinaio di cavalieri e la devozione dei fedeli si mischiano in un rito pagano e cattolico. Un appuntamento molto suggestivo e uno dei migliori eventi tipici del sassarese, da visitare approfittando del vostro soggiorno nella seconda casa in Sardegna.
Giunta alla 93esima edizione, la festa trova le sue origini nella devozione a Costantino il Grande, primo imperatore a convertirsi al Cristianesimo, patrono della città a cui è intitolata la chiesa al centro di Pozzomaggiore.

In particolare, il cavaliere più anziano, chiamato “su caddu e punta” impersona la figura di San Costantino nella rievocazione della battaglia di Ponte Milvio, in cui, vincendo su Massenzio, nel 312 venne sconfitto il paganesimo. Protetto dalle scorte e seguito da un centinaio di guardiani a cavallo, il cavaliere compie a passo di carica tre giri intorno alla chiesa, sosta di fronte al santuario in atto di devozione al Santo e poi torna a percorrere altri tre giri in senso orario. Durante l’intervallo, si tiene una solenne processione, in cui vengono portate per le vie del paese le statue di San Costantino, Sant’Elena e San Silvestro, il Papa che lo battezzò. Al termine di questa spettacolare cerimonia, cui prende parte tutto il paese, si canta e si balla per le vie della città, con l’accompagnamento di bande musicali locali. E per chi non potesse partecipare in luglio, i festeggiamenti per San Costantino vengono replicati, in forma più contenuta, anche a settembre.

San Costantino

I cavalieri di San Costantino

Processione dei Candelieri, Sassari
Siete curiosi di sapere qual è la più bella sagra religiosa in Sardegna? La Festa dei Candelieri, che si celebra il 14 agosto di ogni anno secondo un preciso cerimoniale, riprende una tradizione del XII secolo ed è un momento di festa, in cui tutta la comunità sassarese si riunisce e fa rivivere un rito dal significato profondo, ancora molto sentito. Tale è la sua importanza, che l’Unesco ha insignito la Faradda de li Candareri del titolo di Patrimonio dell’Umanità. La Festa dei Candelieri è nata come manifestazione di ringraziamento per la fine delle grandi pestilenze che hanno assediato la città nel XVII secolo, ma la sua origine risale a cinque secoli prima, all’epoca dell’egemonia pisana, in cui rappresentava una celebrazione della Vergine dell’Assunta. E proprio in omaggio alla Vergine, i portatori, chiamati Gremi e vestiti con gli abiti tradizionali si caricano sulle spalle i grandi ceri e danno vita alla “Faradda” (discesa) dei Candelieri: attraversano il cuore della città fino alla chiesa di Santa Maria di Betlem, avvolti dai colori dei nastri, in una danza elegante e frenetica, ritmata dal battere dei tamburi e dalle incitazioni della folla.

Il Candeliere ha una struttura di tre metri di altezza e quaranta cm di diametro e pesa circa quattro quintali. Nella parte più alta del capitello si trova una corona di banderuole di broccato, da cui partono coloratissimi nastri di seta lunghi circa 40 metri, che arrivano fino alla base. Seguono i movimenti del candeliere e ruotandogli intorno danno il via a coreografie sempre diverse e spettacolari. Al termine della sfilata, i piatti tipici della zona vengono cucinati e serviti gratis ai presenti: melanzane cotte alla sassarese, capocollo arrosto e salsiccione, innaffiati dai vini locali con cui si brinda facendo il tipico augurio di lunga vita A zent’anni!”.

Processione Candelieri

Processione dei Candelieri, ogni 14 agosto

La Sagra del Mirto di Budoni
Poteva non esserci una sagra dedicata al mirto, tra gli appuntamenti estivi da seguire, approfittando del vostro soggiorno nella seconda casa in Sardegna? All’inizio di agosto, tutte le frazioni del comune di Budoni si uniscono e partecipano, ognuna con il proprio stand, a una vera e propria competizione, da cui esce il migliore mirto di Sardegna.

Il liquore di mirto, detto semplicemente mirto o mirto rosso, è un simbolo della  Sardegna e si ottiene per macerazione alcolica delle bacche di mirto o di un misto di bacche e foglie. Di origine probabilmente comune tra Sardegna e Corsica, il mirto ha origini che risalgono sino alla tradizione popolare dell’800, quando nelle famiglie si produceva il vino di mirto dalla macerazione idroalcolica delle bacche mature. Per la macerazione si utilizzava una miscela di alcool e acqua o in qualche caso acquavite e acqua oppure lo stesso vino a cui si aggiungeva zucchero o miele per dolcificarlo.
Durante la sagra del Mirto, in cui tutte le versioni disponibili per l’assaggio sono fatte rigorosamente in casa, c’è anche il premio “Mirto d’Oro“, un riconoscimento assegnato ai personaggi che contribuiscono alla diffusione dell’immagine della Sardegna nel mondo.
Ci sono anche una serie di momenti dedicati al folklore e alla tradizione popolare: dalla vestizione in piazza delle maschere dell’Antico Carnevale di Ortueri, una manifestazione da tempo dimenticata riscoperta grazie a una poesia del poeta sardo Bonaventura Licheri, che l’ha celebrato. Le maschere tipiche de Is Sonaggiaos prendono il nome dai campanacci che portano appesi al collo. Camminano in gruppo, come un gregge, avanzando nelle strade del paese a passo cadenzato e agitando i campanacci e creano una scenografia unica ed emozionante.

Mirto di Sardegna

Il mirto di Sardegna ha una sagra dedicata

La sagra del Vermentino Monti
Provate a chiedere a turisti e isolani quale sia la migliore sagra del vino in Sardegna: vi risponderanno tutti “quella del Vermentino a Monti”. I numeri lo confermano: nel 2016 oltre 15mila persone si sono radunate, la prima domenica di agosto, a Monti, località della Gallura a spiccata vocazione vitivinicola, per celebrare il suo “figlio” più famoso: il Vermentino.
Quest’anno l’appuntamento è per il 6 agosto: formula che vince non si cambia, quindi al centro della manifestazione ci saranno degustazioni dei vini della Cantina Monti, che organizza l’appuntamento, e lunghe tavolate con carne arrosto, formaggio e frittelle preparate da cuoche locali.
Si stima che in media, tra un ballo tradizionale e l’altro, accompagnati dai gruppi folk che animano la serata, si consumino 5mila litri di vino. E che vino: è bianco un Doc che si produce anche nella zona di Olbia, dal sapore fresco e leggero – perfetto per accompagnare le serate nella vostra casa al mare in Sardegna – che si abbina bene ai piatti tipici della zona, dal pesce alla zuppa montina a base di formaggio e brodo di pecora.

Vermentino Monti

I vigneti del Vermentino

Case di Prestigio
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Case di Prestigio

Case di Prestigio è una realtà del panorama immobiliare italiano che opera nel mercato di case per vacanze (seconde case) da oltre 40 anni offrendo ai sui clienti l’assistenza necessaria per una corretta e sicura compravendita di immobili nelle località italiane più rinomate.

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